I primi passi per Boston

Ogni anno decido di organizzare un viaggio importante durante l’estate, un viaggio che, oltre a portarmi in un luogo che non ho ancora visitato, riesca a coinvolgere sia il mio interesse per la storia che quello per la fotografia. Quest’ anno ho scelto Boston ambasciatrice sia della storia americana delle origini (su cui mi sono concentrato) che delle vicende del passato più recente.

L’ obbiettivo del mio viaggio era fare il “Fredom Trail”, un percorso di circa 4 miglia che va da un capo all’ altro del centro città e lungo il quale si visitano i monumenti storici che hanno fatto l’ inizio della storia di Boston e degli Stati Uniti. Oggi però prima di iniziare il mio racconto su questo cammino, che sarà diviso in 3 parti, vorrei fare una piccola introduzione alla città stessa.

La sera del mio arrivo, grazie ad amici bostoniani conosciuti in Italia sono andato nella zona più nuova e “giovane” di questa città dove ho anche incontrato dei cosplayers che partecipavano al “Boston Comicon”. Ho poi fatto la passeggiata che costeggia i moli un tempo usati dai pescatori del North End, dove sorgono le grandi catene di ristoranti a base di pesce che si sono diffuse lungo tutta la costa est degli Stati Uniti, prima tra tutte Legal Sea Food dove non posso fare altro che raccomandare qualunque cosa sul menù perché di una qualità e un gusto senza pari. Il lungomare è sempre pieno di vita e al tramonto offre passeggiate con vista niente male. Per quando tramonta il sole non possono mancare gli Irish pub retaggio ancora vivissimo dell’immigrazione irlandese durante i primi decenni del 900.

Il giorno seguente ho deciso di prendere il Duck tour, un simpatico giro turistico su delle riproduzioni dei mezzi anfibi che l’esercito americano usava nella seconda guerra mondiale. Questa esperienza, che ti da’ un assaggio dell’ intera città e soprattutto del suo Mistyc River, ti fa capire come Boston riesca ad essere una grande città senza essere frenetica. Ho già accennato a questo argomento e ora lo vorrei spiegare più nel dettaglio parlandovi anche del bellissimo rapporto che i bostoniani hanno con il loro fiume. I bambini cominciano la scuola di vela giovanissimi e, negli ultimi anni specialmente, la pulizia del proprio fiume è un dovere per tutti gli abitanti di questa città che sotto molti aspetti mi ricorda una capitale del nord Europa.

Boston è una città a matrice europea anche grazie al fatto che, come molte capitali europee, è stata edificata nel 700 da architetti ispirati dalle idee dell’ urbanesimo e del razionalismo illuminista. Gli edifici non sono alti, le vie non sono strette e ci sono molte aree pedonali, si ha questa sensazione generale che non tutto è stato inglobato dal cemento.

Un’ altra piccola perla di questa città sono i suoi sobborghi; non le solite case tutte uguali ma file di case completamente diverse le une dalle altre: case vittoriane, case degli anni 20 e 30, case anni 60 e 70 e per finire, qualche esempio di casa completamente nuova che si integra benissimo in questa varietà, tutto rigorosamente a 200 metri dal mare.

Prima di passare alle incredibili vicende storiche che hanno avuto questa grande città sullo sfondo e che hanno formato una delle nazioni più influenti della storia contemporanea,vorrei spendere ancora due parole sugli abitanti che oggi la popolano, in particolare sui giovani. Boston è una città universitaria, MIT e Harvard sono solo alcune delle prestigiose università che si trovano nei dintorni del centro quindi sono moltissimi i locali e i negozi definiti “Hip”, da cui deriva la parola Hipster, che creano questo mix di storia e attualità di cui mi sono innamorato. In Europa sono rari gli esempi di una città con forti radici storiche che si è saputa modernizzare senza perdere la sua autenticità, la maggior parte sono un miscuglio irregolare e disomogeneo di queste due cose mentre Boston riesce ad avere sia una biblioteca che si affaccia sul cimitero dove sono sepolti i padri fondatori che una strada piena di negozi di moda che però non sono più grandi di una stanza e si mimetizzano perfettamente in una via piena di villette a schiera di inizio secolo.

Per essere un’ introduzione mi sono già dilungato troppo ma vorrei che da queste parole trasparisse non solo quello che ho visto ma anche tutta quella serie di sensazioni che ti colpiscono quando viaggi: i paragoni con casa propria, la curiosità verso uno spirito di vita diverso dal tuo e soprattutto lo spirito di avventura; dopotutto questa è Cultura in Azione!

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