The Boston Freedom Trail Pt. 2

The Freedom Trail Parte 2

Continua il cammino attraverso i monumenti che hanno segnato la storia delle origini dell’ America odierna attraverso quello che è oggi il centro storico della città di Boston.

Boston Latin School

Fondata nel 1635 era la scuola pubblica più antica d’America e offriva educazione gratuita ai ragazzi sia ricchi che poveri; ha avuto tra i suoi studenti 5 firmatari della dichiarazione di indipendenza. Oggi a marcare il punto originale in cui questa scuola sorgeva c’è la statua di un altro dei suoi diplomati: Benjamin Franklin. Purtroppo mi vedo costretto a constatare che, come altri monumenti della storia cittadina, le istituzioni americane non si sono preoccupate di conservare in nessun modo l’edificio originale, che è stato lasciato decadere e poi abbattuto, e per fare bella figura è stata piazzata una statua commemorativa. Questo non è l’unico esempio di storia abbandonata e a Boston come in altre città degli Stati Uniti se ne possono trovare molti altri.

Old Corner Book Store

Per riprendere il discorso precedente, qui siamo di fronte ad un esempio di storia non solo dimenticata ma umiliata. All’ Old Corner Book Store, tra School e Washington street, venivano stampati i libri più innovativi degli autori americani e stranieri e, al primo piano, si teneva uno dei salotti letterari più importanti del ‘700. Qui venivano discussi i temi più diversi, primo fra tutti la poesia grazie al quale la libreria divenne nota come “the Parnassus Conrner” in onore della dimora delle nove muse della mitologia greca. Purtroppo non si è conservato nulla della libreria, delle testimonianze che i grandi intellettuali hanno lasciato al loro passaggio e del negozio stesso perché oggi l’edificio ospita un negozio di una catena di ristoranti messicani. Posso capire che il tempo e la storia non ci diano niente di un determinato momento ma umiliare quello che è stato un baluardo della cultura bostoniana sostituendolo con un grill messicano è una cosa che mi fa provare una grande tristezza.

Old South Meeting House

Costruita nel 1729 era l’edificio più grande della Boston Coloniale e veniva usato come luogo di ritrovo e preghiera dai puritani della città. L’edificio entrò prepotentemente nella storia quando al suo interno si riunirono più di cinquemila Bostoniani che stavano protestando contro le tasse imposte dalla madrepatria Inghilterra sulle importazioni di tè. Qui Samuel Adams, uno dei padri fondatori, disse che il tempo delle parole era finito e che serviva un’ azione forte per far capire che la tassazione non poteva avvenire senza rappresentanza. Nella notte alcuni coloni travestiti da indiani gettarono in mare 340 casse di tè in quello che d’ora in avanti la storia avrebbe chiamato il Boston Tea Party.

Old State House

Qui il potere britannico a Boston aveva la sua massima rappresentanza, qui risiedevano il governatore e avvenivano le riunioni del consiglio. Ma la Boston State house non è famosa per essere un simbolo britannico, è famosa perché è stata il centro vero e proprio della rivoluzione nel Massachussets: discorsi furono tenuti di fronte a quello che era diventato il simbolo dell’ oppressione, discorsi da cui sono nati movimenti e proteste, la più violenta delle quali ha portato al famoso Boston Massacre che, grazie alla propaganda dei patrioti, è diventato il simbolo dell’ oppressione britannica. La storia ci insegna però che i pacifici coloni erano in realtà armati e di pacifico non avevano di certo le intenzioni, ma d’altronde sono i vincitori a fare la storia delle grandi nazioni. Alla fine della rivoluzione, poi, venne letta all’ intera città la dichiarazione di indipendenza proprio dal balcone della sala del consiglio e per celebrare vennero abbattuti l’unicorno e il leone, simboli del potere d’oltre oceano, oggi sostituiti da delle copie.

Faneuil Hall

Nata nel 1741 come centro di commercio per volere del mercante Peter Faneuil ha ospitato la “piazza affari” di Boston lungo tutto il periodo coloniale avendo anche un ruolo di rilievo come punto di incontro per le più importanti personalità della città. Qui sono nati i primi intrighi dei figli della libertà (sons of liberty ) per dare all’ America l’indipendenza e sempre qui si sono tenuti discorsi e manifestazioni di piazza. Oggi è un negozio di souvenir ma alle sue spalle ci sono 2 corridoi pieni di ristoranti etnici e negozietti che attirano un mare di turisti ogni giorno.

Questa era la seconda parte del freedom trail che, come avete letto, aveva un aria un po’ polemica e ora vi spiego perché: l’America ha una storia limitatissima se consideriamo solo quella che si studia a scuola e non quella dei nativi americani, che l’uomo bianco statunitense ha sradicato e condannato al dimenticatoio con una precisione chirurgica, quindi dovrebbe valorizzare al massimo quello che ha e non trasformare negozi di libri di 300 anni in grill messicani. Questo purtroppo non è un comportamento molto comune anche in Europa dove, fatto salvo che nessuna nazione è esente da tali colpe, noi italiani stiamo dando il massimo per fare si che del nostro patrimonio culturale resti solo quello che ci possiamo permettere. Non ci sono investimenti di riqualificazione ma soprattutto non si combattono i predoni che mentre parliamo stanno deturpando una tomba etrusca o romana.

Come un articolo su Boston sia diventato un piccolo grido di allarme per la difesa del nostro patrimonio artistico e culturale non lo so, ma spero che il messaggio sia passato e ora non posso che dirvi a presto con la prossima ( e ultima ) tappa del Freedom Trail!

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